Alle prese con germi e lavandini, Frankie reperiva il meglio della società da un gruppo di potenti giraffe dadaiste. Passava le giornate a passare le giornate, e si divertiva molto. Poi venne un fulmine a ciel sereno, piovve. Come si divertiva.

Ecco, amici, cari amici, questa è quella che si chiama coscienza del protozoico. Sgora senza ritegno, si assesta e trapassa quel po' di dignità che ti rimane, ostentata sognatrice di altri sè e altre prospettive. Nel frattempo va molto l'Hardcore, non quello dei Black Flag, ma quello di gente che mi rifiuto di nominare, tanto mi fa schifo.


I Lebbrador

Fondato nel 1984 da una costola dei 'Cani morti abbastanza', 'Lebbrador' è il gruppo post-punk capitanato da Maria Teresa di Calcutta. Nata – secondo leggende bibliche – in seguito all'apparizione in streaming di un angelo lebbroso intento ad inchiappettarsi un labrador negro, la band pubblica nel 1987 'Lebbrador I', lavoro che contiene hit come la serafica 'Hai le tue cose? No, è la lebbra' e la matura incursione nel power-violence 'Ti ho visto come mi guardavi, sporco lebbroso' . In seguito alla querelle con Lars Von Trier, poco felice dei toni eccessivamente entusiastici di 'Susan Bier, sei quasi meglio della lebbra', il gruppo vede l'uscita del chitarrista ortodosso Ben Accetta, che poco dopo fonda i 'Today is the gay', gruppo prog-grind noto per 'Ti sburro nelle recchie' e 'Le natiche naif della nonna dal pene enorme' (dal cui testo Tim Burton è riuscito miracolosamente a tirare fuori un lungometraggio di 3 ore con Alvaro Vitali, Nick Cave e un giovane John Wayne) .

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